CARNE SINTETICA? ANTI-ITALIANO

di: Vito faggiano e Nicola Fanizza

L'avanzamento della tecnologia e della scienza ha portato a una serie di innovazioni nel settore alimentare, tra cui la carne sintetica.

Questa nuova forma di prodotto alimentare è stata accolta con reazioni contrastanti da alcuni stati europei, compresa la nostra Italia.

Mentre alcuni vedono la carne sintetica come una soluzione sostenibile per il futuro, altri la considerano un'idea anti-italiana, minacciando la tradizione culinaria del paese.

COME VIENE PRODOTTA?

La carne sintetica, stampata in 3D, si produce con proteine vegetali o cellulari senza utilizzare carne animale.

Il processo di creazione di carne sintetica stampata in 3D coinvolge spesso la coltivazione di cellule animali in laboratorio o l'utilizzo di proteine vegetali come base combinadole con altri componenti, una sostanza che può essere estrusa o stampata strato dopo strato per formare la struttura tridimensionale desiderata.

Le potenziali applicazioni includono la produzione di carne senza la necessità di allevamento intensivo di animali, riducendo così l'impatto ambientale e il benessere animale.

COME SI STA COMPORTANDO LA NOSTRA NAZIONE IN MERITO?

Il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha commentato la posizione del governo italiano sulla carne sintetica in un discorso rilasciato oggi.

Egli ha dichiarato: "Leggo su un quotidiano vaneggiamenti rispetto a una presunta differenza tra la posizione del nostro Governo in Italia e in Europa sulla carne sintetica.

Il governo ha una sola posizione sul tema: totale contrarietà a questi prodotti.”

Il dibattito in corso ha evidenziato il ruolo cruciale delle decisioni politiche nella definizione del futuro dell'industria alimentare in Italia.

Tuttavia, è importante considerare che l'industria alimentare è in continua evoluzione per rispondere alle sfide globali, come la crescente domanda di proteine e la necessità di ridurre l'impatto ambientale.

In conclusione, ci interroghiamo: come possiamo tutelare la nostra tradizione culinaria italiana senza rifiutare le opportunità del futuro?

Quale strada sceglieremo per unire il passato e il presente, senza perdere di vista le nostre radici?


22 febbraio 2024